Oggi, in Italia, se dei cittadini intendono procedere nei confronti di un ente, privato o pubblico che sia, debbono adire vie legali in maniera piu' o meno individuale. Si crea quindi una notevole sproporzione tra le forze in campo: da una parte il colosso di turno, dall'altra i singoli individui con i rispettivi avvocati (e le rispettive spese legali). Esiste uno strumento giuridico, in vigore attualmente negli USA e in quasi tutte le democrazie occidentali, che rende possibile la tutela collettiva di interessi di natura individuale: la Class Action.
Con la Class Action tutti i cittadini colpiti da uno stesso fatto illecito, possono riunire le loro azioni legali in un'unica causa collettiva gratuita.
Il DDL 1495 dell'attuale Governo (Bersani, Mastella, Schioppa) prevede la facolta' di avviare una Class Action solo per le 16 associazioni consumeristiche riconosciute dal Ministero dello Sviluppo Economico (Bersani), che proprio da tale ministero ricevono contributi pubblici e personale amministrativo. Se in Commissione Giustizia passa il ddl 1495, o le proposte di legge ad esso affini, le azioni collettive saranno indirettamente controllate dallo Stato. Stando cosi' le cose pare piu' opportuno sostenere le altre proposte di legge (a firma Grillini, Fabris, Poretti-Capezzone, Pedica) che invece consentono l'introduzione di una vera Class Action.
La petizione on-line per chiedere al Governo l'introduzione di questo importante strumento processuale e' stata scritta quando ancora non esisteva il "Coordinamento delle Associazioni Esponenziali di Tutela degli Interessi Collettivi Specifici, non comprese nel DDL Bersani sulla Class Action" che promuove invece la petizione da inviare via Fax al Governo.
La petizione on-line presenta un testo sintetico dissimile nella forma da quello presente in quella da inviare via Fax. E' quindi importante sottoscrivere entrambe le petizioni
martedì 24 aprile 2007
Class Action
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