Dopo le azioni di protesta a Roma, Londra e Amsterdam, Unilever ha detto che cercherà una soluzione. Adesso occorre far pressione perché le parole diventino realtà.
mercoledì 23 aprile 2008
Deforestazione? No, grazie!
Dopo le azioni di protesta a Roma, Londra e Amsterdam, Unilever ha detto che cercherà una soluzione. Adesso occorre far pressione perché le parole diventino realtà.
lunedì 21 aprile 2008
Intervista ad Alexandre Stille
giovedì 17 aprile 2008
mercoledì 16 aprile 2008
Inferno e Paradiso
- Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l'Inferno.
Dio condusse il sant'uomo verso due porte. Aprì una delle due e gli permise di guardare all'interno. Al centro della stanza, c'era una grandissima tavola rotonda. Al centro della tavola, si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo dal profumo delizioso. Il sant'uomo sentì l'acquolina in bocca.. Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall'aspetto livido e malato. Avevano tutti l'aria affamata. Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia. Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po', ma poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio, non potevano accostare il cibo alla bocca. Il sant'uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze.
Dio disse:
- Hai appena visto l'Inferno.
Dio e l'uomo si diressero verso la seconda porta. Dio l'aprì. la scena che l'uomo vide era identica alla precedente. C'era la grande tavola rotonda, il recipiente colmo di cibo delizioso che gli fece ancora venire l'acquolina. Le persone intorno alla tavola avevano anch'esse i cucchiai dai lunghi manici. Questa volta, però, le persone erano ben nutrite e felici e conversavano tra di loro sorridendo.
Il sant'uomo disse a Dio:
- Non capisco!
- E' semplice, rispose Dio, dipende solo da un'abilità. Essi hanno appreso a nutrirsi gli uni gli altri mentre gli altri non pensano che a loro stessi.
martedì 15 aprile 2008
Melted dogs
venerdì 11 aprile 2008
Zimbabwe
Lo Zimbabwe si trova in bilico tra la democrazia ed il caos. I risultati delle elezioni del 29 marzo scorso non sono ancora stati resi noti e, ogni giorno che passa, pare sempre più chiaro che Mugabe ricorrerà alla violenza per mantenere il potere.
Mugabe ha mostrato indifferenza alle pressioni internazionali ma potrebbe prestare attenzione al suo vecchio amico Thabo Mbeki, presidente del Sud Africa. L'invito è quello di firmare la petizione sottostante per chiedere che i risultati delle elezioni siano resi noti, verificati e riconosciuti pacificamente. Faremo tutto il possibile per consegnare a Mbeki le firme così raccolte. Per fare ciò utilizzeremo i canali diplomatici, la radio e non per ultimi gli eventi pubblici cui parteciperà, quale ad esempio il viaggio che effettuerà la prossima settimana a New York in occasione del meeting delle Nazioni Unite.
Clicca sul link qui sotto per aderire alla petizione e invita i tuoi amici ed i tuoi famigliari a fare altrettanto
http://www.avaaz.org/en
Al proposito di questa situazione, lunedì il presidente del Sud Africa Thabo Mbeki ha detto che "occorre aspettare". Ma più il tempo passa, più diventa probabile che la volontà espressa dal popolo dello Zimbabwe venga ignorata. Avaaz ha lanciato questa petizione invitando a partecipare inizialmente i suoi membri africani raccogliendo migliaia di firme; ora abbiamo bisogno che le persone di tutto il mondo aggiungano la propria voce per testimoniare la loro solidarietà in modo che la pressione che stiamo cercando di esercitare possa farsi sentire ancora più insistentemente.
Nel caso di una crisi come questa una petizione rappresenta solo un piccolo passo, ma é qualcosa che ognuno di noi può fare per far sentire la propria voce e chiedere giustizia. E come la storia insegna la solidarietà internaziona porta i suoi frutti.
Con speranza,
Ben, Graziela, Ricken, Galit, Paul, Iain, Pascal, Milena, e Esra'a -- il team di Avaaz.org
Chi muore al lavoro

Da allora, Consiglio, Giunta e uffici comunali sono al lavoro per concretizzare l'impegno preso. Il primo evento in programma è la mostra fotografica "Chi muore al lavoro", presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, in via Modane 16 a Torino, dal 23 aprile al 18 maggio. E' un'esposizione di 75 fotografie a colori e in bianco e nero che raccontano il dramma avvenuto nelle Acciaierie ThyssenKrupp lo scorso 6 dicembre. Nell'ambito della mostra, realizzata sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, dal Consiglio comunale di Torino e da cittAgorà, con il sostegno di Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT e il contributo di Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e Asja, sono previste molte altre iniziative. Il 29 aprile ci sarà l'anteprima nazionale del film di Simona Ercolani "La classe operaia va all'inferno", il primo maggio, all'interno del programma ufficiale della Festa dei lavoratori, verrà proiettata l'opera video dei fratelli De Serio "Come l'acciaio", il 13 maggio si svolgerà il convegno "Sicurezza sul lavoro oggi".
L'anteprima stampa della mostra è prevista per lunedì 21 aprile alle ore 11 presso i locali della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Il giorno successivo, alle ore 18.30, tutti i lettori di cittAgorà sono invitati all'inaugurazione, alla presenza di autorità, familiari delle vittime e operai della ThyssenKrupp. Durante l'inaugurazione sarà possibile ottenere l'annullo filatelico speciale, creato per l'occasione. Saranno inoltre disponibili cartoline commemorative e il catalogo della mostra. Il ricavato della vendita dei cataloghi e dei dvd contenenti l'opera video verrà interamente devoluto al Fondo per le vittime del lavoro istituito dal Comune di Torino.
L'ingresso è gratuito per tutte le iniziative.
Nella foto: L'immagine "Ma il cielo è sempre più blu", simbolo della mostra e copertina del catalogo, realizzata da cittAgorà e Andrea Carraro
Lorenzo Cutugno
"Pensavo egoisticamente che sarebbe stato meglio avere un papà meno coraggioso perché...se non avesse reagito...avrebbe potuto essere ancora al mio fianco. Crescendo però ho capito di aver avuto un padre speciale...".
Queste le parole toccanti dell' intervento di Daniela Cutugno, durante la commemorazione del 30 anniversario dell'uccisione del padre, Lorenzo.
La cerimonia, in un clima di profonda commozione, si è svolta in lungo Dora Napoli, all'altezza del numero 60, nel luogo in cui l'agente di polizia penitenziaria, la mattina dell'11 aprile 1978, veniva assassinato dalle Brigate Rosse.
A rendere omaggio alla memoria di Cutugno, il presidente del Consiglio comunale di Torino, insieme ad altre autorità civili e militari. Presenti i Gonfaloni di Comune, Provincia di Torino e Regione Piemonte.
Sotto una fitta pioggia, tra i cittadini che hanno assistito ai discorsi ufficiali e alla deposizione di una corona di alloro, anche gli allievi della scuola media "Morelli". Due di loro hanno letto la motivazione con la quale era stata attribuita a Lorenzo Cutugno la medaglia d'oro al valor militare.
Il presidente della sala Rossa ha sottolineato il valore della presenza dei ragazzi, ai quali è affidato il compito di mantenere vivo il ricordo e l'impegno per la difesa della democrazia contro ogni forma di terrorismo.
Lorenzo Cutugno uscito di casa per recarsi al lavoro alle carceri "Nuove" era atteso dai terroristi che lo colpirono con diversi colpi di pistola. Nonostante le ferite Cutugno riuscì a reagire e a sparare 7 colpi ferendo un brigatista. Un terzo terrorista lo colpì a morte con due colpi alle spalle.
giovedì 10 aprile 2008
Cara Delfina
di Maurizio Pallante
Cara Delfina,
qui stanno ascendo tutti pazzi. Ha cominciato il governatore della Banca d’Italia dicendo che le retribuzioni dei lavoratori dipendenti sono troppo basse. Mi sono stutato le recchie con le unghie dei mignoli che da quando non riesco più a comprare i cotton fioc lascio crescere come sciabolette. Non ci posso credere, ho detto. Il capo dei banchieri che parla come se fosse il capo dei sindacati!
Non mi ero ancora ripreso dallo sciòc che il capo di Confindustria e Fiat, all’unisono con l’amministratore delegato come le gemelle Kessler, te le ricordi?, hanno dichiarato che, senza aspettare la conclusione del contratto di lavoro, avrebbero messo di loro iniziativa 40 euro in più al mese nelle buste paga dei dipendenti. A quel punto i capi dei sindacati si sono giustamente incazzati. E che ci volete rubare il mestiere? Passi uno, ma in tre siete troppi e poi noi che ci stiamo a fare? Loro non sono come il trio Lescano, te lo ricordi? E non cantano in coro. Qui ha detto: non permettetevi di darci più soldi altrimenti rompiamo le trattative. Quo ha detto: cominciamo a incassare come anticipo quello che hanno deciso di darci e proseguiamo la trattativa. Qua ha detto qualcosa che non mi ricordo, ma diversa dagli altri due.
Questo, Delfina, è stato solo il principio. Uno che la sa lunga ha scritto: in principio era il verbo. Poi sono venute tutte le altre parti del discorso: nomi, aggettivi, pronomi. Un diluvio di parole. Pagine e pagine di giornale. Gli statistici hanno dimostrato che le retribuzioni sono restate ferme per sette anni mentre i prezzi aumentavano. I sociologi hanno scoperto che la povertà si sta diffondendo. I giornalisti hanno intervistato qualche famiglia operaia, con o senza figli, monoreddito e bireddito. Interi paginoni con tanto di fotografie. Delle facce, delle case, di cosa mettono a tavola quando si siedono a cena (il pranzo lo fanno ognuno in una mensa diversa). Di dove vanno a fare la spesa. Discaunt e tre per due. I soldi che finiscono alla terza settimana del mese. Tutti hanno cominciato a parlare della quarta settimana e di povertà dignitosa. Il colpo di grazia ce l’ha dato la Spagna. Il giorno che tutte le prime pagine dei giornali hanno aperto con un titolo a 9 colonne: «il pil pro capite della Spagna ha superato quello dell’Italia», è come se si fossero aperte le cataratte del diluvio universale. Dai finestrini delle automobili che come ogni mattina intasavano tutte le strade (povertà motorizzata oltre che dignitosa) si vedevano facce affrante. Anche la Spagna ci ha superato, si leggeva negli occhi di tutti. La Spagna che è sempre stata dietro di noi. Beata te, Delfina, che dal tuo paese in Val Maira non potevi vedere la tristezza fluttuante tra i gas di scarico. Lì discaunt e tre per due non li avete, perché la frutta e la verdura, il pane, il latte non dovete comprarli, i formaggi, le marmellate e i barattoli di verdura sottolio ve li fate in casa, l’automobile non la usate tutti i giorni per andare a lavorare in città a guadagnare i soldi necessari per comprare l’automobile. Tu non la cambi da 10 anni e non ti senti povera. Se le mutande che indossi non sono firmate sull’elastico non ti senti povera, tanto non ti senti obbligata a farle vedere per strada. In casa non stai in maniche corte, anzi mi ricordo che nel bucato messo a stendere c’erano magliette intime di lana. Ancora le magliette intime di lana hai! E forse anche i mutandoni, ma per delicatezza non ho verificato. Si può essere più arretrati di così? In casa hai ancora la cucina economica e le stufe a legna. Però gli aumenti del prezzo del petrolio non li senti tanto. Vaglielo a spiegare ai sociologi e ai giornalisti che non dovendo comprare tutto, anche se hai un reddito monetario più basso della media italiana, che ahimé è diventato più basso della media spagnola, sei meno povera di chi con un reddito monetario più alto non solo è più povero di te perché deve comprare tutto, ma si sente povero se non riesce a comprare sempre di più. Perché, se non si compra sempre di più come si può produrre sempre di più? Come si può superare di nuovo la Spagna? Ma come si fa a comperare sempre di più se i redditi monetari sono rimasti fermi e i prezzi sono cresciuti? Se i redditi da lavoro dipendente sono troppo bassi, come dice il governatore della Banca d’Italia? Se Fiat-Confindustria non mette di sua iniziativa più soldi nelle busta paga dei dipendenti, facendo per di più bella figura? Forse non è vero, Delfina, che siano asciti tutti pazzi. C’è una logica in questa follia.
Due mesi fa hanno inaugurato un nuovo ipermercato della Coop (la coop sei tu, chi può darti di più?) a Empoli. La notte prima dell’apertura i grandi parcheggi che circondano il complesso (quanti ettari ricoperti di asfalto e cemento?) si sono riempiti di camper, roulottes e automobili, dove in mancanza di meglio si può dormire, mentre nei praticelli residui sono state montate tende da campeggio. All’alba una folla crescente ha iniziato ad accalcarsi davanti alle porte. Alla loro apertura è scattata la corsa per arrivare per primi ai reparti di vendita. Come nella migliore tradizione del Palio di Siena, alla prima curva alcuni dei concorrenti in pole position sono scivolati rovinosamente sui pavimenti lucidati di fresco. Le seconde file ne hanno approfittato per scavalcarli, mentre i caduti incuranti del dolore, rabbiosamente si rimettevano in piedi per recuperare le posizioni perdute e partecipare al corpo a corpo davanti ai banconi. Gli uomini si sono picchiati per i televisori in offerta, le donne per le bistecche a prezzi stracciati.
Televisori marchiati in Giappone, assemblati in Cina mettendo insieme componenti provenienti da varie parti del sud-est asiatico. Pubblicizzati da un’agenzia di marketing italiana nel corso di programmi televisivi prodotti negli Stati Uniti. Sul televisore vedi la pubblicità d’un televisore più grande e più piatto da cui potrai vedere in formato più grande le stesse stronzate che stai vedendo su quello attuale. Se lo comprano tutti e tu non puoi, allora è vero che sei povero. Così, se lo vendono a un prezzo speciale per l’apertura del nuovo ipermercato, non tiri fuori tutto il tuo istinto guerriero?
Bistecche di mucche argentine, allevate con mais transgenico prodotto negli Stati Uniti, utilizzando trattori e macchine agricole con componenti prodotti in Asia e alimentate con petrolio del medio oriente controllato militarmente con armi fabbricate sulla costa del Pacifico e software della Silicon Valley. Impacchettate in contenitori di polistirolo ricoperti da una pellicola di polietilene, infilati alla cassa in uno shopper di plastica. Più rifiuti che merce. E merce che fa male a chi la consuma, a chi la produce, alla terra.
Quella stessa mattina, dopo aver dormito tutta la notte nel silenzio della valle, immagino che tu, Delfina, ti sia alzata e affacciata alla porta di casa per veder sorgere il sole dietro la montagna prima di passare nell’orto e di cucinare un coniglio dei tuoi, che ha brucato l’erba dei prati intorno alla tua casetta. Hai meno soldi delle massaie che si sono picchiate per la bistecca argentina sottoscosto, ma non sei e non ti senti povera. Non hai bisogno di una busta paga più grande per non farti mancare nulla. Nella sua denuncia sulla riduzione del potere d’acquisto il governatore della Banca d’Italia include anche te, ma tu non ti senti inclusa. Tu non sei inclusa.
Il giorno dopo, a Empoli, quanti sacchetti pieni di residui di plastica, mescolati con scarti organici, pezzi di carta e cartone, barattoli di metallo (anche la coca cola era in offerta, mentre a te, Delfina, l’offerta te la fa ogni giorno gratis, la sorgente che alimenta il rubinetto dell’acquaio), quanti sacchetti d’immondizia venivano scaricati nei cassonetti per essere trasportati all’inceneritore! Quante richieste di ritirare vecchi televisori (vecchi?, ma se ancora funzionano perfettamente!) al numero verde dei rifiuti ingombranti. In Toscana sono molto organizzati, non so se da voi in Val Maira c’è questo servizio. Ma forse non vi serve perché consumate poco. Perché siete poveri. Non come noi, qui a Napoli che, a giudicare dalle quantità di rifiuti che si accumulano in mezzo alle strade, consumiamo tantissimo, perché evidentemente compriamo tantissimo. Perché evidentemente siamo ricchissimi. Le sue parole, eminentissimo governatore della Banca d’Italia, non ci riguardano.
Ciao, Delfina. Non dimenticherò mai che sono diventato uomo di mondo perché ho fatto il militare a Cuneo,
tuo Totò.
Colori della circoscrizione 7
Le sezioni del concorso sono due:
- Il patrimonio naturalistico della Circoscrizione (paesaggi, tramonti, fiumi, natura, alberi)
- I luoghi da riscoprire della Circoscrizione (luoghi da rivalutare e da risanare, i colori di Porta Palazzo)
In nome di Maria
TEATRO MATTEOTTI
via Matteotti 1, Moncalieri
ingresso gratuito
prenotazione consigliata : info@cgdmalaguzzi.it
Al termine della proiezione seguirà un dibattito con il regista del film Franco Diaferia sul tema dell’accoglienza e della solidarietà.
La proiezione in anteprima nazionale del film di Franco Diaferia avviene in collaborazione con l’associazione PIEMONTEMOVIE
Il film prende spunto dalla vicenda di Maria, bambina bielorussa rapita dai genitori affidatari genovesi, per andare oltre e raccontare le condizioni di vita dei piccoli malati negli orfanotrofi delle zone ancora contaminate dalla radioattività del post-Chernobyl ed esplorare il mondo bielorusso così “lontano” da quello occidentale.
Il film, come afferma lo stesso regista, ha l’ambizione di portare un messaggio molto chiaro: “Indipendentemente dalla zona del modo a cui facciamo riferimento, l’infanzia deve essere rispettata. Troppo spesso sentiamo di bambini vittime di violenze efferate ed inconcepibili e sempre più queste notizie sono all’ordine del giorno. Aiutare l’infanzia e’ un dovere di ogni persona adulta. Rinunciare ad una piccolissima parte di noi, che sia tempo o denaro, a favore dei bambini che soffrono è un dovere che dovremmo percepire come naturale”.
Del cast del film fanno parte Natasha Stefanenko, Andrea Lionetti, Paola Gassman, Ugo Pagliai, Catherine Spaak, Gilberto Idonea,Vernon Dobtcheff, Julia Mayarchuk.
Il direttore della fotografia è Luciano Tovoli, molto noto per aver firmato pellicole di registi quali Buñuel, Marco Ferreri, Dario Argento, Carlo Verdone, Nanni Moretti e Michelangelo Antonioni, solo per citarne alcuni.
Coop: punti della spesa per piantare alberi
Duemila punti ottenuti facendo la spesa in un punto vendita Coop equivalgono a 1 albero piantato all'interno di parchi urbani, regionali, nazionali e internazionali. E' il progetto “Parchi per Kyoto” che Coop ha deciso di sostenere, consentendo così agli oltre 6 milioni di soci Coop di partecipare, grazie alla raccolta punti, a progetti di forestazione e contribuire così a combattere l'effetto serra.
L'idea è dell'omonimo comitato, "Parchi per Kyoto", una onlus costituita da Federparchi, la Federazione italiana parchi e riserve naturali, e da Kyoto Club, in collaborazione con Legambiente, con il patrocinio del ministero dell'Ambiente e con il supporto tecnico di AzzeroCO2.
Ogni albero piantato permette l'abbattimento di una quantità stimata in circa 700 kg di CO2 nel corso del suo intero ciclo di vita. "Basti pensare che tale quantità equivale alle emissioni di gas serra prodotte dagli spostamenti casa-punto vendita Coop di un socio nell'arco di tempo di 4 anni (stimando una media di 3 viaggi a settimana e una percorrenza media di 5 km per ogni viaggio).
"Nel suo primo anno di attività Parchi per Kyoto vuole mettere a dimora almeno 250.000 alberi in Italia e nei Paesi in via di sviluppo, ha detto Matteo Fusilli, presidente del comitato “Parchi per Kyoto”, per ottenere un assorbimento di CO2 stimato cumulativamente in 175.000 tonnellate". Nello specifico i soci Coop possono aderire secondo due modalità: o donando 2.000 punti e ricevendo il buono valido per la piantumazione di un albero “Parchi per Kyoto”, oppure facendo una donazione minima di 500 punti e contribuendo comunque al progetto.
Sarà cura del comitato “Parchi per Kyoto” comunicare ai partecipanti dove e come sono stati realizzati gli interventi finanziati con i loro punti e all'interno dei parchi una segnaletica dedicata contraddistinguerà le aree forestate grazie all'impegno dei soci.
Le aree scelte dal Comitato e riforestate anche grazie al contributo dei soci Coop avranno una superficie minima di 5 ettari. In ogni ettaro saranno piantumati da un minimo di 500 a un massimo di 1.000 alberi con criteri di conservazione della biodiversità e lotta al degrado del territorio.
A garanzia dell'osservanza di procedure e criteri rigorosi è stato costituito un comitato scientifico presieduto da Gianni Silvestrini (direttore scientifico del Kyoto Club) che sottolinea come siano state "scelti esperti nelle materie legate alle emissioni, alla forestazione, alla gestione di aree protette". Il Comitato, conclude Silvestrini, "svolge funzioni di controllo degli indirizzi generali del programma e di coordinamento delle attività tecniche e di comunicazione"
mercoledì 9 aprile 2008
Un pezzo di ciclabile in più
Da CittagoràSono contenti gli amanti della bicicletta e tutti gli sportivi che macinano chilometri a piedi tra Torino e San Mauro torinese. Da qualche giorno, infatti, la pista ciclabile tra il capoluogo piemontese e la città delle fragole non è più interrotta, all'altezza del rio Parisio, in Borgata Rosa, lungo la sponda destra del Po. Una passerella di ventotto metri, con base e sponde in legno, consentirà di attraversare agevolmente il piccolo corso d'acqua che scende dalla collina. Il 10 maggio è prevista l'inaugurazione ufficiale, con l'intitolazione del ponticello ad Alexander Langer, uno fra i più importanti esponenti del movimento ambientalista.
Non occorrerà più, quindi, mettersi la bici in spalla, risalire le ripide sponde fino alla statale della Val Cerrina, percorrerne un tratto rischiando l'incolumità, per poi ridiscendere sulla pista ciclabile.
L'opera, realizzata dal Comune di Torino, è costata 150 mila euro. Nei costi sono compresi, oltre a quelli della struttura, i lavori per il basamento e la sistemazione delle sponde.
Da Torino, attraverso il Parco del Meisino, saranno così raggiungibili facilmente sulle due ruote, percorrendo alcuni chilometri nel territorio di San Mauro, anche Settimo e Gassino.
Nella foto: il ponte che unisce la via ciclabile tra Torino e San Mauro, lungo la sponda destra del Po
Rifiuto della scheda elettorale?
La questione riguarda coloro che, scontenti di come vanno le cose, hanno deciso di votare scheda bianca o nulla o di non andare proprio a votare. In queste email si invita tutte queste persone ad andare ai seggi e mettere in atto un comportamento che viene presentato come legittimo, quello di rifiutare la scheda e di far mettere a verbale il perchè del rifiuto, ma che legittimo non è. Viene poi detto che il voto bianco o nullo andrebbe a favore di chi prenderà più voti. Niente di più falso.
Anche la legge "porcellum" voluta dal governo di destra del 2005, prevede che per il calcolo delle percentuali, per l'assegnazione dei seggi e per il calcolo degli sbarramenti, vengano considerati solo ed esclusivamente i VOTI VALIDI, con l'esclusione quindi dei voti bianchi e nulli. Il voto bianco e nullo ha come unico effetto quello di far abbassare la quantità di VOTI VALIDI necessari per raggiungere i quorum di sbarramento.
Inoltre non è prevista da alcuna norma la possibilità di recarsi al seggio per rifiutare la scheda facendo mettere a verbale una propria dichiarazione sul perchè del rifiuto. I reclami di cui si parla nella legge elettorale possono riguardare solo ed esclusivamente il corretto svolgimento delle operazioni elettorali (timbratura delle schede, accertamento della identità degli elettori, spoglio dei voti ecc) e non certo la messa in discussione della legge elettorale stessa che deve essere fatta con ricorsi specifici all'ordinamento giudiziario.
Rifiutare la scheda e chiedere di mettere a verbale una propria dichiarazione si configura invece come TURBATIVA DEL CORRETTO SVOLGIMENTO delle operazioni di voto (art. 44 D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361) dando la possibilità al presidente di far intervenire la forza pubblica per il ripristino del corretto svolgimento delle operazioni di voto.
A noi sembra del tutto evidente che ci sia il tentativo di creare turbamento delle elezioni inducendo gli elettori a mettere in atto comportamenti non corretti sul piano del rispetto delle regole, DANDO LA POSSIBILITA' DI MILITARIZZARE IL VOTO. E' anche del tutto evidente chi può trarre vantaggio dal turbamento delle elezioni.
Invitiamo quindi tutti i nostri lettori a non cadere nelle "bufale internettiane sul non voto" e a vigilare attentamente sullo svolgimento delle elezioni perchè la democrazia non c'è l'ha regalata nessuno. Ognuno voti secondo coscienza senza bisogno di dare adito a turbative che vanno ad esclusivo vantaggio di chi vuole stracciare la democrazia.
Per chi volesse leggere il testo integrale delle leggi elettorali vigenti può scaricarlo dal sito della Camera dei Deputati al seguente indirizzo:
http://www.camera.it/files/pdf
Petizione al Presidente del Consiglio Europeo Janez Jansa
Chiediamo al Consiglio Europeo di prendere posizione contro il tentativo di Germania e Francia di indebolire la decisione dell'Ue di ridurre le emissioni di CO2 delle auto. Sulla protezione del clima, l'Unione Europea deve passare dalle parole ai fatti.
Difendi l’obiettivo di 120gCO2 per km al 2012, accompagnato da forti multe per chi non lo rispetta, e di 80 gCO2 per km al 2020.
Non lasciare che Germania e Francia vadano avanti con questo “sporco accordo”.
martedì 8 aprile 2008
Per chi ha a cuore le questioni ambientali
Oltre alle posizioni dei vari partiti sui temi di politica ambientale, nella tabella comparativa potete trovare il link al programma di ogni partito. Per chiarirsi le idee e cercare di votare in modo consapevole...
Vai all' articolo.
Visitate il futuro
di Erri De Luca
pellegrinaggi. È ancora in garanzia e già in decomposizione.
Venite a commuovervi il naso all'intensità della fermentazione: nessun profumiere ha mai disposto di tanto assortimento, neanche gli imbalsamatori dell'antico Egitto. Non perdere l'occasione irripetibile di assistere al carico dell'opera d'arte sui convogli diretti ai forni crematori di Germania. Napoli si innalza a capitale mondiale del capolinea della civiltà e non viene presa d'assalto dal turismo onnivoro del mondo? Affrettatevi a procurarvi la fresca profezia del futuro prossimo: la diossina qui esibita circola clandestina nell'aria di tutte le città perbene. Napoli è avamposto della verità. Qui si mostra teatralmente al cielo il morbo che altrove si bisbiglia. Fratelli d'Italia e del pianeta venite ad assaggiare l'avvenire prima che lo spazzino incaricato nasconda il capolavoro sotto il tappeto. Venite all'ulcera, l'emorragia, Santa Luciaaaa. Santaaaaa Lucia.
venerdì 4 aprile 2008
Latte alla spina a Borgo Vittoria

Da CittAgorà
Ma la sorpresa di questi ultimi giorni arriva dalla parte opposta della città, dal quartiere di Borgo Vittoria nella Circoscrizione 5. Da sabato 29 marzo, in via Saorgio all'angolo con via Sospello, è in funzione un distributore (all'interno di una pasticceria) di latte crudo. Arriva tutte le mattine, consegnato da un'azienda agricola di San Maurizio Canavese (e parliamo di circa 250 litri al giorno). Una bella notizia per gli amanti dei gusti antichi che possono fornirsi alla cosiddetta milk machine di via Saorgio riempiendo la propria bottiglia (il giorno dell'inaugurazione ne sono state regalate cinquecento!) o, semplicemente, gustarsi un bicchiere del nettare proteico (si può scegliere infatti il dosaggio, partendo da un bicchiere da dieci centesimi fino alla bottiglia da un
litro. Ps: il latte è in vendita a un euro al litro).
Difficile trovare controindicazioni all'iniziativa promossa dalla Circoscrizione (al progetto hanno lavorato un pool di istituzioni, dalla Provincia di Torino alla Coldiretti fino al Comune di Torino): non si producono scorie da imballaggi (che, ricordiamolo sempre, sono circa il 40 per cento del totale dei rifiuti prodotti in Italia), è immesso sul mercato un prodotto genuino di alta qualità difficilmente reperibile e non si butta via nulla. Il latte invenduto è ritirato a fine giornata dall'allevatore per essere pastorizzato e nuovamente commercializzato.
Se la curiosità vi spinge fino al punto di andare a vedere per "approfittare" della milk machine sappiate che lo potrete fare anche la domenica mattina (9 - 12.30), oppure in settimana dal martedì al sabato (8.30-12.30 e 14-19.30), ma non il lunedì, giornata di chiusura dell'esercizio.
Ma forse il bello deve ancora venire, in Circoscrizione stanno già pensando all'apertura di una seconda milk machine nel quartiere.
Nella foto: il distributore di latte crudo alla Circoscrizione 5
giovedì 3 aprile 2008
Escoriandoli
mercoledì 2 aprile 2008
Corso di teatro per bambini e genitori
MERCOLEDI' 9 APRILE 2008
DALLE ORE 17 ALLE ORE 18
Entrando nel magico territorio del teatro, della narrazione, della danza e della musica si offrono alle famiglie gli strumenti per sviluppare la creatività nella relazione tra grandi e piccini.
Un'ora alla settimana per uscire dalle regole del quotidiano e dedicarsi ai nostri piccoli, utilizzando i loro linguaggi, quelli dell'immaginazione e della fantasia.
a cura di Francesca Cola e Erika Di Crescenzo
Associazione Studi Yoga-Ricerca Olistica
e Arti Teatrali
Via Tirreno, 151 TO
011.32.70.145
info@daivajyoti.it
www.daivajyoti.it
Per partecipare è necessario telefonare al numero 3405434897
Cominciare la giornata in modo diverso
martedì 1 aprile 2008
E' in arrivo la "casa del cinema"
Quindici giorni fa è stata smontata la grande gru del cantiere e a fine giugno sarà consegnata una prima parte degli immobili.
Fossati ha comunicato che il progetto del Cineporto è stato presentato lo scorso febbraio al Festival del cinema di Berlino. Inoltre sarà presentato al Festival di Cannes in programma a maggio.
La "casa del cinema" sta nascendo nell'area dell'ex cotonificio Cologno, tra corso Verona e via Buscalioni, sulle rive della Dora. E' un esempio di come un edificio industriale del primo Novecento possa essere recuperato e riconvertito.
Si tratta di uno spazio molto esteso: quasi diecimila metri quadrati, suddivisi in cinque moduli che ospiteranno altrettante troupe. Ci saranno uffici, sale riunioni, spazi per la sartoria, magazzini per depositare le scenografie, garage custoditi, un'attrezzeria e una sala cinematografica.
Insomma una moderna sede per l'appoggio logistico ai film girati a Torino.
Il governo si scusa per Bolzaneto
Dopo la requisitoria dei pm e le arringhe degli avvocati di parte civile, ieri nel pomeriggio la parola è andata all'Avvocatura di Stato e la prima sorpresa è stata proprio la rivelazione su chi impedì la costituzione di parte civile: «Il fatto che lo Stato non si sia costituito parte civile non dipende da scelte processuali volontarie di questi difensori, bensì dall'assenza di autorizzazione di costituzione a parte civile che demanda alla Presidenza del consiglio», ha detto l'avvocato Pugliaro. Tra l'altro l'Avvocatura di Stato (con altri legali) ebbe invece tutti gli avalli governativi per la costituzione di parte civile al processo contro i 25 accusati di devastazione e saccheggio, tanto che nel dicembre scorso ci fu la richiesta di 2 milioni e mezzo di euro di danni, tradotta intanto in multe pecuniarie per alcuni condannati nella sentenza di primo grado. Su Bolzaneto si è proceduto in modo molto diverso. Sin dall'inizio a Roma qualcuno deve aver pensato che non bisognava rimarcare in nessun modo il comportamento vergognoso di alcuni pubblici ufficiali nemmeno quando torturano, pestano, insultano o inneggiano al duce. Insomma i 45 imputati tra poliziotti, polizia penitenziaria e carabinieri più medici e infermieri non andavano toccati, con la speranza che anno dopo anno su quei fatti scendesse l'oblio. Non è andata così. L'insistenza di parte della stampa italiana sulle torture avvenute a Bolzaneto non condannate in specifico dal nostro codice penale ha risvegliato ora anche l'attenzione di alcuni politici.
«Questa è la prima voce dello Stato in assoluto che ci chiede scusa», dice l'avvocato Riccardo Passeggi. La questione delle provvisionali, la richiesta di risarcimenti sui 20 mila euro a testa, solo un assaggio di quello che potrebbe essere chiesto poi in processi civili, non è secondaria: «Tutte le chiacchiere dei politici comunque non pagano le cure dentistiche della mia cliente, che perse allora sette denti e da sette anni aspetta di essere risarcita - dice ancora Passeggi - Quindi mi aspetto che il ministero faccia seguito alle scuse col pronto pagamento delle spese provvisionali».
Sui risarcimenti l'Avvocatura è stata invece oltremodo cauta e ha sostenuto che gli avvocati che difendono i ragazzi arrestati e violentati nella caserma non hanno spiegato bene la motivazione per cui chiedono i risarcimenti e in secondo luogo che i singoli poliziotti, Gom o carabinieri agivano a titolo personale. «L'Avvocatura cerca di sostenere che il rapporto funzionale si era interrotto perché i dipendenti delle varie polizie si sono comportati in modo talmente illegittimo che questo non poteva rientrare nelle loro funzioni e quindi agivano come privati cittadini. A questo punto nessun reato ricadrebbe sull'amministrazione dello Stato», spiega l'avvocato di parte civile Fabio Taddei.

