venerdì 11 aprile 2008

Zimbabwe

Ricevo, traduco e inoltro da Avaaz.org

Lo Zimbabwe si trova in bilico tra la democrazia ed il caos. I risultati delle elezioni del 29 marzo scorso non sono ancora stati resi noti e, ogni giorno che passa, pare sempre più chiaro che Mugabe ricorrerà alla violenza per mantenere il potere.

Mugabe ha mostrato indifferenza alle pressioni internazionali ma potrebbe prestare attenzione al suo vecchio amico Thabo Mbeki, presidente del Sud Africa. L'invito è quello di firmare la petizione sottostante per chiedere che i risultati delle elezioni siano resi noti, verificati e riconosciuti pacificamente. Faremo tutto il possibile per consegnare a Mbeki le firme così raccolte. Per fare ciò utilizzeremo i canali diplomatici, la radio e non per ultimi gli eventi pubblici cui parteciperà, quale ad esempio il viaggio che effettuerà la prossima settimana a New York in occasione del meeting delle Nazioni Unite.

Clicca sul link qui sotto per aderire alla petizione e invita i tuoi amici ed i tuoi famigliari a fare altrettanto

http://www.avaaz.org/en/democracy_for_zimbabwe/7.php?cl=72890140

Al proposito di questa situazione, lunedì il presidente del Sud Africa Thabo Mbeki ha detto che "occorre aspettare". Ma più il tempo passa, più diventa probabile che la volontà espressa dal popolo dello Zimbabwe venga ignorata. Avaaz ha lanciato questa petizione invitando a partecipare inizialmente i suoi membri africani raccogliendo migliaia di firme; ora abbiamo bisogno che le persone di tutto il mondo aggiungano la propria voce per testimoniare la loro solidarietà in modo che la pressione che stiamo cercando di esercitare possa farsi sentire ancora più insistentemente.

Nel caso di una crisi come questa una petizione rappresenta solo un piccolo passo, ma é qualcosa che ognuno di noi può fare per far sentire la propria voce e chiedere giustizia. E come la storia insegna la solidarietà internaziona porta i suoi frutti.

Con speranza,

Ben, Graziela, Ricken, Galit, Paul, Iain, Pascal, Milena, e Esra'a -- il team di Avaaz.org

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