martedì 8 maggio 2007

E l'aura fai son vir

E il vento fa il suo giro di Giorgio Diritti.

Il pastore francese Philippe Héraud e la sua famiglia, capre comprese, decidono di trasferirsi dai Pirenei in un piccolo paese dell'alta valle Maira. Accolto con molta diffidenza, il paese si divide in due fazioni, con il sindaco che capeggia coloro che vedono nell'arrivo del pastore la possibilita' che il paese smetta di essere una mera meta di villeggianti estivi. Ma l'ostilita' degli altri valligiani e' ferrea, comincia cosi' una strenua lotta per difendere le loro proprieta' che si preferisce lasciare all'incuria del tempo piuttosto che concedere come pascolo al nuovo arrivato. Come sostiene il sindaco, la paura e' quella che ognuno di noi si porta dentro, che qualcuno possa riuscire dove noi abbiamo fallito. Il tema di fondo e' la vita in pianura anelata come sintomo di normalita' contrapposta alla vita di montagna, rimpianta nostalgicamente nella sua bellezza del tempo che fu, vista ormai come una scelta controcorrente e priva di senso. La vita del tempo passato vive solo piu' nel ricordo nostalgico di qualcuno ed e' riassunto in una sola parola "Rueido" con cui si intende il tempo in cui ognuno aiutava l'altro per il bene comune ed il suo bene personale. Nella realta' di oggi invece lo "scemo del villaggio" viene lasciato al suo destino, a nulla valgono le preghiere affinche' il suo cadavere torni alla vita, anche un coro di milioni di persone non e' in grado di resuscitarlo. Solo un appello accorato di tutti gli uomini della Terra e' in grado di risvegliarlo, ricordandoci col tema dell'unita' nella molteplicita' che e' possibile instaurare il paradiso in Terra solo quando ogni nostro conflitto interiore sara' appianato

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1 commento:

Anonimo ha detto...

bellissima recensione Mik
i miei complimenti!Andò a vederlo
sicuramente !
ciao Paola