Voglio raccontarvi come funziona il mercato del lavoro in Italia. La mia non vuole essere una descrizione esaustiva, vi riporto unicamente quanto vissuto in prima persona da gennaio ad oggi, credo sia piu' che sufficiente per farsi un'idea.
Lavoro in Telecom Italia LAB dal novembre del 2000 per conto di una societa' con cui collaboro tramite P.IVA. Tutto bene fino a dicembre 2006 quando la commessa non viene ne' disdetta, ne' rinnovata.
Non avendo alternative, di "comune accordo" con la ditta per cui lavoro decidiamo di dare continuita' ai servizi erogati, ma poiche' Telecom non emette l'ordine, alla societa' per cui lavoro, per par condicio, pare giusto fare altrettanto nei miei confronti.
Dall'8 gennaio 2007 mi ritrovo quindi a lavorare senza poter fatturare, un bell'esempio di imprenditoria all'italiana. Teoria economica di riferimento: fare il gay col culo degli altri. Senza offesa per i miei amici omosessuali.
Nel frattempo viene presentata un'offerta commerciale relativa al primo trimestre, a cui Telecom non fa seguire alcuna risposta e cio' nel rispetto del piu' tipico clima di omerta' mafiosa. Mi metto cosi' alla ricerca di un nuovo lavoro ed ha inizio la saga dei colloqui: ogni volta che invio il CV vengo immediatamente contattato, viene mostrato un vivo interesse per il mio profilo, ma quando arriviamo a parlare di soldi...eh gia'...perche' dovete sapere, ma magari gia' lo sapete, in Italia piace poter disporre delle competenze di una persona con esperienza pagandole come se si avesse a che fare con un neolaureato. Il massimo l'ho raggiunto quando via e-mail (mi piace pensare che di persona non avrebbe mai avuto il coraggio di dirmelo) un tizio mi scrive che
"...la nostra azienda per una fase iniziale di formazione potrà e vorrà pagare circa 800 euro al mese netti, dopo questi 6 mesi sicuramente il compenso sarà alzato; questo perché in questi mesi noi dobbiamo investire nella sua formazione e quindi come capirà per noi è un costo...".
Formazione...gia'. Eppure nei miei precedenti colloqui mi era parso di capire che le mie competenze tecniche fossero piuttosto alte...non capisco. Vabbe'.
Torniamo alla farsa Telecom. Arriviamo ai primi di aprile e si tratta di decidere se continuare a presenziare o meno. Per un paio di giorni decidiamo di adottare la linea dura dopodiche', considerando che questa linea si tradurrebbe in un notevole danno economico per la mia persona e che non ho alternative, nella speranza che prima o poi queste giornate vengano riconosciute, chiedo alla ditta per cui lavoro di tornare dal cliente. Nonostante la linea dura che mi era stato fatto credere di voler seguire, non trovo resistenza alcuna alla mia proposta, d'altronde cosa c'e' di meglio, in un momento di crisi, di mantenere un cliente senza alcun onere? In una mail mi viene pero' fatto notare che la ditta
"...ha formalizzato l'offerta da 01.01.07 a 31.03.07. pertanto continua a rimanere quindi a tuo rischio (inteso economico) l'iniziativa nei confronti di Tilab/supporto sistemistico....
Senza parole!
Passa un po' di tempo e si viene a sapere che l'appalto dei servizi per tutto il 2007 e' stato dato ad un'altra societa' che, volendo ridurre il numero degli interlocutori, e avendo appreso da Telecom che lavoro con contratto di consulenza, chiede a un'ulteriore ditta, che gia' lavora in TILAB, di assorbirmi al suo interno. Mi viene cosi' presentata un'offerta di lavoro.
Prima di accettare, per correttezza, ne parlo con i miei precedenti datori di lavoro, in primis per capire da che giorno far partire il nuovo contratto nel caso in cui intendessero rivalersi nei confronti di Telecom per l'attivita' svolta nei primi 3 mesi. Che ingenuo... Durante quella telefonata ricevo insulti velati, nonostante la decisione mi sia caduta dall'alto mi si accusa di aver giocato sporco, di essermi presentato all'Ufficio Acquisti di Telecom tramite due societa', arrivano addirittura a sostenere che sono io, col mio inquinare le acque, l'unico resposnabile di quest'incertezza contrattuale. Arrivano infine a citare il patto di non concorrenza che ci lega, e mi viene sottilmente fatto notare che se faccio una mossa del genere saranno costretti a procedere per vie legali nei miei confronti. In sostanza mi dicono che si ritengono titolari del lavoro fin qui svolto. Ma nella mail non mi si diceva che l'iniziativa di supporto sistemistico in Tilab rimaneva a mio rischio dai primi di aprile?
Vado a parlare con un avvocato esperto in diritto del lavoro: il vincolo relativo al patto di non concorrenza e' facilmente aggirabile, l'avvocato mi invita a tentare una conciliazione ma, sostanzialmente, mi dice di andare avanti per la mia strada. Bene!
Nel frattempo la ditta che mi ha interpellato affinche' collaborassi con loro si trova impossibilitata a formalizzare un contratto nei miei confronti in quanto non ha ancora ricevuto ordine formale dalla ditta che ha acquisito la titolarita' delle opere. Siamo al cospetto di un segreto di pulcinella: la notizia in pratica e' nota a tutti ma manca ancora la comunicazione ufficiale da parte di Telecom, e questo a fine maggio per un contratto relativo a dei servizi che vengono regolarmente erogati quotidianamente a partire dai primi di gennaio!
Nel susseguirsi dei miei colloqui arriva finalmente una proposta concreta. Si tratta pero' di dover andare a lavorare a Pont St Martin e al 90% dello stipendio. Dovete sapere che aprendo una sede di un'azienda in una regione a statuto speciale come la Valle d'Aosta e' possibile disporre di agevolazioni fiscali, peccato pero' che ai lavoratori, costretti a fare i pendolari (A/R da Torino circa 3 ore), non viene invece riconosciuta alcuna indennita' di trasferta. Come se non bastasse mi viene richiesto, all'interno della cifra pattuita giornalmente, un servizio di reperibilita' telefonica con intervento in loco in caso di problemi non risolvibili da remoto.
Non ho alternative e accetto. Ma in attesa che mi venga inviato il contratto mi riprometto di cercare ancora...
L'ultimo colloquio risale a pochi giorni fa, e qui una chicca: dal momento che per legge non e' possibile fare collaborazioni continuative a P.IVA, mi viene chiesto (a voce, perche' una richiesta del genere non puo' certo essere formalizzata per iscritto), nel caso in cui la collaborazione dovesse protrarsi per piu' di 120 giorni, di cambiare forma giuridica e passare da Ditta Individuale a Societa' ad Accomandita Semplice oppure a Societa' a Nome Collettivo, con quel che ne consegue in termini di costi sia per la sua istituzione (e' necessario un atto notarile) che per la gestione della contabilita' (il commercialista mi parla di un aumento dei suoi compensi pari al 20%) Complimenti!
Oltretutto...secondo voi e' possibile fare una societa' di persone da soli? Lo so, la questione appare ridicola, ma vi assicuro che lo e' stata ancor di piu' la risposta del mio commercialista:
"...se le serve un socio accomandatario potrebbe chiedere a sua nonna, sua mamma...alla sua compagna...".
Insomma, la risolviamo all'italiana!
Riassumendo: e' da gennaio che non vengo pagato, e molto probabilmente, a meno di miracoli, dal 1 giugno iniziero' a fare su e giu' da Pont St. Martin. Come ultima spiaggia ho modificato il mio job alert per ricevere gli annunci di lavoro dall'estero. Si lo conosco il detto che l'erba del vicino e' sempre la piu' verde, che ogni mondo e' paese ma, credetemi, il problema e' che qui la nave sta affondando.
Ieri sera Simona mi domandava per quale motivo, visto che sono mesi che non sono pagato, non mi adatto a fare qualsiasi altro tipo di lavoro...Considerazione giustissima! Quando avro' dilapidato le mie ultime risorse (e ormai non manca molto), se vi saro' costretto, lo faro' sicuramente. Quello che pero' non mi va giu' e' che in Italia non e' che ci troviamo di fronte ad una crisi del settore, anche se la farsa dei pagamenti posticipati a 90, 120, 180 giorni forse e' indice che alla nostra imprenditoria manchi un po' di liquidita'...Ma non e' questo il punto, il problema e' che ci troviamo di fronte ad un'accolita di furbi e furbetti impregnati di mentalita' mafiosa.
Ragazzi, finche' siamo in tempo abbandoniamo il paese. Se proprio ne sentiremo la nostalgia (dubito) verremo a trascorrervi le vacanze.
mercoledì 23 maggio 2007
Il lavoro in Italia
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
1 commento:
Good post and this enter helped me alot in my college assignement. Say thank you you for your information.
Posta un commento